UN'OPERA ASCIUTTA E TESA AFFIDATA ALLA FURIOSA E CARISMATICA INTERPRETAZIONE DEL SUO PROTAGONISTA

IL CASO GOLDMAN

IL CASO GOLDMAN

115 min | Drammatico | Francia

Vignola Polignano
Sala 2 19:30

Biglietto intero € 6,50, ridotto €5,00

Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.

Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.

La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.


Regia

Cédric Kahn

Attori

Arieh Worthalter Arturo Harari Stéphan Guérin-Tillié Nicolas Briançon. continua» Aurélien Chaussade Christian Mazucchini Maxime Canat Jeremy Lewin Arthur Harari Jerzy Radziwilowicz Chloé Lecerf Didier Borga Paul Jeanson François Favrat Arthur Verret Priscilla Lopes Ambroise Sabbagh

Genere

Drammatico

Durata

115 min.

Nazione

Francia

Tipo

Film

Classificazione

Per Tutti

Trama

La storia vera del secondo processo a cui fu soggetto Pierre Goldman, militante della sinistra estrema francese nel 1975. Accusato di reati multipli, Goldman ammette tutti i capi d'accusa con la veemente eccezione di quelli per omicidio, per i quali non solo si proclama innocente ma si scaglia polemicamente contro tutto e tutti nell'aula di tribunale, rifiutando qualunque caratterizzazione moralistica della sua difficile vita.

Regista e attore ormai veterano del circuito francese, e spesso sensibile all'ispirazione letteraria, Cédric Kahn estrae dalla cronaca anni settanta uno dei suoi film più tesi e meglio riusciti, riportando in auge la figura dell'attivista Pierre Goldman e del suo processo per omicidio.

Il film ha ottenuto 8 candidature e vinto un premio ai Cesar, 5 candidature e vinto un premio ai Lumiere Awards.

Note

L'elemento letterario rimane comunque presente, visto che Goldman si fa conoscere (anche da Kahn stesso) per il libro "Memorie oscure di un ebreo polacco nato in Francia"; e del resto questo thriller serrato - intrappolato in modo asfissiante nell'aula giudiziaria - è soprattutto un'opera sul linguaggio e sulla meta-drammaturgia in cui l'universo legale spesso si rifugia.

Le procès Goldman arriva a breve distanza dal grande successo di Saint Omer di Alice Diop, titolo che gli è vicino per come testa i limiti tanto della forma del processo cinematografico quanto quella del processo tout court: in entrambi i casi non c'è in ballo solo l'esito legale, ma la narrativizzazione (a volte perniciosa, e sempre irresistibile) della persona come arma della contesa e come chiave interpretativa di ambigui temi sociali, razziali e politici. La cronaca giudiziaria in Francia è del resto un genere letterario e giornalistico di straordinaria longevità, ed è a questa tradizione che Goldman obietta quando, in apertura del processo, rifiuta di parlare di sé e della propria vita in cerca di pathos e di racconto. "Sono innocente perché sono innocente" dice, tautologia assoluta che dichiara guerra in un sol colpo all'apparato legale e culturale di un paese intero.


Nei nostri cinema