Una storia corale in cui equivoci, umorismo e tensioni familiari si intrecciano
UN TRANQUILLO FUNERALE DI FAMIGLIA
98 min | Commedia | Italia
Norba Conversano
Biglietto intero € 7,00, ridotto €5,50
Biglietto intero € 7,00, ridotto €5,50
Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.
Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.
La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.
Regia
Massimiliano Bruno
Attori
Claudia Pandolfi Pietro Sermonti Diego Abatantuono Stefania Sandrelli. «continua Stefano Fresi Dino Abbrescia Beatrice Arnera Edoardo Ferrario Carlo Amleto Carlo Buccirosso Giovanni Iovino Alessandro Mauthe Giulia Vecchio
Genere
Commedia
Durata
98 min.
Nazione
Italia
Tipo
Film
Classificazione
Per Tutti
Trama
In occasione della morte di Nicola Mancuso, patriarca della famiglia, i figli Daria e Riccardo si ritrovano dopo molto tempo. Lei si è dovuta trasferire nella casa di campagna per stare vicino ai genitori; la madre Sandra, tra l'altro, ha già avuto due infarti. Riccardo invece ha sempre pensato a sé stesso; è un regista di successo che ha un po' di ansietta perché il suo nuovo film uscirà tra due settimane. C'è poi Giovanni, marito di Daria, che non trova mai il momento opportuno per chiedere alla moglie della caparra per la casa, perché non vede l'ora di rientrare a Roma. Man mano arrivano tutti i parenti: lo zio Vittorio, rinomato medico e i suoi due figli, Teo e Marco, quest'ultimo in compagnia con la fidanzata Stefania, una naturopata che è molto tesa per questo suo ingresso in famiglia. Poi è il turno lo zio Alfredo che prende sempre di mira il cugino Osvaldo che l'ha accompagnato e spinge la sua sedia a rotelle, Giulia (ex di Marco e assistente di Vittorio), il prete creator Don Mauro e poi, a un certo punto, vicino alla bara, lo sguardo di Daria s'incrocia con quello di una persona affetta da nanismo. Chi è? Quella che doveva essere una cerimonia funebre si trasforma in una guerra familiare all'ultimo sangue.
Una boccetta di tranquillanti. È tra gli oggetti che fanno saltare il banco, che provocano mutazioni come in quella di Diego Abatantuono che torna riposseduto dal "terrunciello" dei suoi ruoli famosissimi d'inizio anni '80, o in Stefania, la naturopata che perde il controllo, crea imbarazzo tra i presenti, mangia le foglie di una pianta e provoca tra le battute più scoppiettanti del film ("Ma è vegana?") e poi sale sul tetto in lingerie e la toga di Nicola.
Note
Un tranquillo funerale di famiglia, basato sulla sceneggiatura di Dean Craig di Funeral Party, è tra i film più divertenti di Massimiliano Bruno che ha anche scritto l'adattamento assieme a Edoardo Falcone. L'idea della boccetta di tranquillanti che invece contiene un allucinogeno era già al centro del film inglese, ma dimostra come questa versione italiana abbia preso il meglio da film e sia riuscito a valorizzarlo. Se l'umorismo nero del film diretto da Frank Oz del 2007 era fin troppo controllato rispetto alle direzioni che poteva prendere, Un tranquillo funerale di famiglia è autenticamente cattivo, ha ritmo e mostra una guerra di famiglia con lo spirito corrosivo che richiama la tradizione della commedia italiana, in particolare Monicelli di Parenti serpenti. Oltre a gags immediate (quella iniziale del defunto sbagliato) o quelle provocate da una scatenata Beatrice Arnera nei panni di Stefania, di don Mauro che suona la canzone dell'infanzia di Nicola mentre Daria sta provando a leggere il suo discorso funebre e scambi di battute come "Siamo strazzziati" - "Grazzzie", il film riesce ad essere anche una commedia di costume che lascia emergere con intelligenza tutte le tensioni di famiglia mantenendo un passo sostenuto.
Bruno azzecca il cast già dal contrasto tra Claudia Pandolfi e Pietro Sermonti e poi, ogni personaggio viene adeguatamente valorizzato in questa struttura corale dalla stessa Arnera e Abatantuono a Carlo Buccirosso, Stefania Sandrelli, Stefano Fresi, Dino Abbrescia, Giulia Vecchio, Edoardo Ferraro, Alessandro Mauthe, Carlo Amleto, Marianna Menga e Giovanni Iovino, quest'ultimo autentica scheggia impazzita che fa saltare i già fragili equilibri.