La prima data utile per questo evento è Gio 24 Settembre
NESSUN DOLORE
100 min | Drammatico | Italia
Norba Conversano
Biglietto € 7,00, ridotto €5,50
Biglietto € 7,00, ridotto €5,50
Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.
Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.
La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.
Regia
Gianni Amelio
Attori
Alessandro Borghi Valeria Golino Valerio Mastandrea
Genere
Drammatico
Durata
100 min.
Nazione
Italia
Tipo
Film
Classificazione
Per Tutti
Trama
Davide è un uomo sulla trentina che vende libri usati in una piazza romana. Un giorno si vede 'imporre' da un immigrato nordafricano la presenza di un bambino del quale cerca rapidamente di disfarsi. Facendolo, provoca un grave incidente che fa sì che al pronto soccorso incontri un'adolescente anch'essa immigrata ed incinta. Tutto quanto sino ad allora era stato tenuto a distanza finisce con il divenire sempre più presente.
Amelio torna, trentadue anni dopo Lamerica, ad affrontare il tema dei migranti scegliendo una diversa prospettiva.
Da sempre Amelio nutre una particolare attenzione per chi si trova in condizioni che non lo favoriscono nei confronti di quanto la società accetta sotto la dizione di 'normale'. Che si tratti dei minori da trasferire ne Il ladro di bambini o del disabile e del padre che faticano a ritrovarsi in Le chiavi di casa, che siano i migranti dall'Albania in cerca de 'Lamerica' in Italia o il controverso Aldo Braibanti de Il signore delle formiche il suo cinema gli è vicino e ci vuole aiutare a comprenderne le ragioni.
Ha quindi sentito l'urgenza di affrontare dal suo punto di vista la problematica delle migrazioni utilizzando una premessa che risulta estremamente significativa e che apre a una molteplicità di letture. Il film infatti si apre con la didascalia che afferma che la storia che si va a raccontare non è ancora accaduta. È come se ci volesse mettere sull'avviso: potete prenderla come una fiaba a tinte (purtroppo) noir oppure potete considerare queste parole come un auspicio: sarebbe bello che invece il positivo che ne fa parte potesse diventare realtà.
Note
Perché il personaggio che Alessandro Borghi interpreta con le giuste variazioni di atteggiamento è di quelli di cui si vorrebbe venire più spesso a conoscenza. Non è inizialmente schierato su un versante pro o contro (anche se la tendenza è quella di immergersi nel proprio mondo di venditore di parole su carta lasciando il mondo fuori) ma si trova a compiere un percorso inizialmente obbligato e progressivamente sempre più consapevole. In uno dei fil rouge del film si avverte come un'affinità con 3/19 di Silvio Soldini ma qui l'urgenza è diversa e si concretizza in un senso di colpa che sente la necessità di gesti di riparazione.
L'avvertenza di apertura va tenuta sempre presente perché altrimenti si rischia (e non è da pensare che Amelio lo voglia) l'idealizzazione dei migranti che finirebbe con il risultare altrettanto dannosa della loro (purtroppo indotta) demonizzazione in questi tempi in cui si è coniato l'orrido neologismo di 'remigrazione'. Così come potrebbero avere buon gioco coloro che parlano di assenza di volontà di integrazione di fronte a queste persone che non possiedono nel loro lessico neppure un vocabolo italiano di uso quotidiano. Peraltro in un film in cui si sottolinea il valore della parola scritta come fonte di trasmissione di pensiero.
Se Alessandro Borghi carica il suo personaggio di un senso di responsabilità che si trasmuta in una forma di respirazione che sottolinea quanto vive, è Valerio Mastandrea che, con il suo addetto alla ricezione di cadaveri di ignoti o comunque di persone di cui nessuno richiede le spoglie, finisce con il sintetizzare il pensiero di Amelio.