Il film d'esordio del maestro Kore-eda. Il film è stato premiato a Venezia

MABOROSI I BAGLIORI DELL'ANIMA

MABOROSI I BAGLIORI DELL'ANIMA

110 min | Drammatico | Giappone

Norba Conversano
Sala 3 21:30

Biglietto intero € 7,00, ridotto €5,50

Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.

Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.

La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.


Regia

Kore'eda Hirokazu

Attori

Makiko Esumi Takashi Naitô Tadanobu Asano Gohki Kashiyama. «continua Naomi Watanabe Midori Kiuchi Akira Emoto

Genere

Drammatico

Durata

110 min.

Nazione

Giappone

Tipo

Film

Classificazione

Per Tutti

Trama

A Osaka la giovane Yumiko è perseguitata da un sogno ricorrente. La nonna fugge di casa per tornare a morire nel villaggio natale e lei, bambina, non riesce a fermarla. Nel sogno compare anche un ragazzo in bicicletta, che suona il campanello mentre attraversa la strada. Anni dopo quel ragazzo è diventato suo marito, Ikuo, uomo apparentemente sereno e affettuoso, con cui Yumiko costruisce una fragile quotidianità. Ma la morte improvvisa e inspiegabile di Ikuo spalanca nella donna un vuoto impossibile da colmare. Trasferitasi in un piccolo villaggio sul mare, Yumiko cerca di ricostruire una vita assieme al nuovo marito Tamio, senza però riuscire a liberarsi dalla presenza inquietante del passato.

Con Maborosi, Hirokazu Kore-eda firma un debutto sorprendente per rigore formale e intensità emotiva, distante dal naturalismo caldo e familiare che caratterizzerà il suo cinema successivo.

Note

Il personaggio di Yumiko, interpretato dalla modella Makiko Esumi, incarna perfettamente questo stato di sospensione. La sua bellezza algida e malinconica diventa il volto stesso del male di vivere. Kore-eda la riprende spesso mentre avanza lentamente verso il centro dell'inquadratura, oppure mentre guarda quasi in macchina, come se cercasse una risposta impossibile anche oltre lo schermo. È impressionante osservare quanto il regista, già al primo lungometraggio di finzione, possieda un controllo rigoroso della composizione. Non esiste un'inquadratura casuale in Maborosi. I campi lunghissimi, le figure minuscole perse nello spazio, la gestione della luce naturale restituiscono un cinema di raro nitore visivo, più vicino in questa fase a certa sensibilità europea - da Ingmar Bergman a Krzysztof Kieslowski - che al minimalismo domestico con cui Kore-eda sarebbe stato identificato negli anni successivi.


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