Fiume, 1919. Intrighi politici, amori impossibili e vendette private

ALLA FESTA DELLA RIVOLUZIONE

ALLA FESTA DELLA RIVOLUZIONE

98 min | Drammatico | Italia

Norba Conversano
Sala 3 17:30

Biglietto intero € 7,00, ridotto €5,50

Sala 2 20:00

Biglietto intero € 7,00, ridotto €5,50

Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.

Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.

La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.


Regia

Arnaldo Catinari

Attori

Valentina Romani Nicolas Maupas Maurizio Lombardi Darko Peric. «continua Riccardo Scamarcio Daniele Paoloni Luca Tanganelli Marzio El Moety Marco Pancrazi

Genere

Drammatico

Durata

98 min.

Nazione

Italia

Tipo

Classificazione

Per Tutti

Trama

12 settembre 1919. Gabriele D'Annunzio il poeta guerriero, conquista Fiume e ne fa una città Stato, o meglio, "un'utopia che minaccia di accendere una miccia globale" e "una roccaforte per visionari". Fiume è infatti uno spazio libero che accoglie persone e correnti politiche diverse, accomunate da un comune afflato patriottico.

In questo quadro si aggirano tre figure che saranno al centro della storia: Beatrice Superbi, una pianista che si è perfezionata in Russia ed è diventata una spia del Cremlino in cerca di alleanza politica con Fiume; Giulio Leone, un medico che ha salvato la vista a D'Annunzio, ma che ha un passato da anarchico e ha disertato l'esercito dopo Caporetto; e Pietro Brandi, un fascista che dice di voler individuare chi ha sparato al Poeta Vate in un attentato, ma che in realtà segue il diktat mussoliniano di "fermare D'Annunzio". I rapporti fra i tre sono interconnessi e influenzeranno le sorti della Carta del Carnaro, la costituzione innovativa promulgata a Fiume l'8 settembre 1920 che prevedeva principi come il suffragio universale, la libertà di espressione e l'autonomia della città-Stato adriatica.

Note

"La fedeltà ideologica è un concetto sopravvalutato", dirà Pietro Brandi, il cinico del gruppo, e questa è una chiave di lettura di Alla festa della rivoluzione, il film con cui il direttore della fotografia Arnaldo Catinari esordisce alla regia basandosi sull'omonimo romanzo di Claudia Salaris.


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