film evento su un'icona della musica senza tempo
La prima data utile per questo evento è Lun 16 Marzo
IT’S NEVER OVER, JEFF BUCKLEY
106 min | Docufilm | USA
Vignola Polignano
Biglietto € 10,00 / ridotto € 8,00
Biglietto € 10,00 / ridotto € 8,00
Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.
Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.
La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.
Regia
Amy Berg
Attori
Jeff Buckley
Genere
Docufilm
Durata
106 min.
Nazione
USA
Tipo
Film
Classificazione
Per Tutti
Trama
Dopo il successo raccolto al Sundance Festival e alla Festa del Cinema di Roma arriva nelle sale italiane come evento speciale, solo il 16, 17, 18 marzo, a 60 anni dalla nascita, IT’S NEVER OVER: JEFF BUCKLEY, diretto dalla regista candidata all’Oscar Amy Berg (Deliver Us from Evil, Janis: Little Girl Blue, West of Memphis) e co-prodotto da Brad Pitt.
Un solo album, il primo (Grace, 1994), è bastato perché Jeff Buckley (1966-1997), figlio del grande Tim Buckley, entrasse nella storia della musica, prima della tragica morte nelle acque di un affluente del Mississippi a trent’anni, nel 1997. Il documentario di Amy Berg ne ricostruisce la vita e l’itinerario artistico nel contesto culturale della New York degli anni Ottanta e Novanta. Raccontato attraverso materiali d’archivio inediti provenienti dal patrimonio personale di Buckley e testimonianze intime della madre Mary Guibert, delle ex compagne Rebecca Moore e Joan Wasser, dei suoi ex compagni di band — tra cui Michael Tighe e Parker Kindred — e di artisti come Ben Harper e Aimee Mann, IT’S NEVER OVER: JEFF BUCKLEY illumina una delle figure più iconiche ed enigmatiche della musica contemporanea.
A quasi trent’anni dalla sua scomparsa, e con numerose uscite postume, l’eredità di Jeff Buckley continua a crescere e la sua musica a vivere. I suoi fan includono leggende del rock, artisti pop, seguaci fedelissimi e un’intera nuova generazione di appassionati in tutto il mondo. L’unico album in studio pubblicato in vita da Jeff Buckley, Grace, continua a resistere nel tempo.
Note
La parabola di Jeff Buckley è materia da romanzo. Una storia di predestinazione, a tratti quasi di reincarnazione: un destino ineluttabile. Più Jeff cercava di discostarsi da un padre geniale - figura assente e autodistruttiva - più finiva per assomigliare a quel modello ingombrante, come fosse prigioniero di un sortilegio. Gentile e aperto laddove il padre era scostante, dedito al rock'n'roll (un impossibile mix di Nina Simone e Led Zeppelin) anziché a una forma personale di folk dalle derive astrali, accomunati dalla fine prematura. Ma il film di Amy Berg - già avvezza all'esplorazione di figure tragiche, con Janis: Little Girl Blue - mette in chiaro il suo intento di privilegiare il lato intimo dell'artista e le testimonianze di chi è stato vicino a Jeff nella buona e nella cattiva sorte.