Festival Internazionale

JASTIMARI - IL RIFUGIO

JASTIMARI - IL RIFUGIO

90 min | Drammatico | Italia

Vignola Polignano
Sala 3 19:30

Biglietto intero € 7,50, ridotto €6,00

Sala 3 21:30

Biglietto intero € 7,50, ridotto €6,00

Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.

Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.

La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.


Regia

Riccardo Cannella

Attori

Maria Amato Simone Bagarella Rossella Brescia Giorgio Colangeli. «continua Irene De Gaetano Francesco Foti Giuseppe Lanza Angela Motta Fabio Troiano

Genere

Drammatico

Durata

90 min.

Nazione

Italia

Tipo

Film

Classificazione

Per Tutti

Trama

Nelle remote Madonie siciliane, tra boschi secolari e silenzi carichi di presagi, Lele, un bambino di dieci anni e suo fratello Angelo vivono isolati in una fattoria con i loro genitori, seguendo rigide regole per sopravvivere a un mondo esterno divenuto ormai troppo pericoloso. Un giorno, l'arrivo di un uomo con le sue figlie infrange il fragile equilibrio dell'intera famiglia. Presto, nulla sarà più come prima, i nuovi membri porteranno disordine e riveleranno a Lele ed Angelo la tragica verità sui loro genitori. La scoperta scatenerà una violenta reazione a catena che culminerà in uno scontro. Il male che hanno cercato in tutti i modi di evitare si è impossessato anche di loro.

Un team di grandi nomi dietro la macchina da presa. Il film si avvale della fotografia del pluripremiato Daniele Ciprì, delle scenografie di Marco Dentici (David di Donatello 2010 per Vincere) e dei costumi firmati da Andrea Sorrentino.

Note

C’è un filone nascosto nel cinema italiano degli ultimi anni che trova nelle leggende e nelle storie d’un tempo un motore d’espressione per rinascere e riraccontarsi. Partendo da luoghi naturali, la cinepresa è capace di trasformare, con il suo linguaggio, le ambientazioni che sono al centro delle storie . Jastimari di Riccardo Cannella, presentato in concorso al Taormina Film Festival 2025, si inserisce in questa scia con decisione e originalità, portando sullo schermo un film di genere che è al tempo stesso lontano (temporalmente e linguisticamente) e contemporaneo.

Il titolo, che significa maledire in dialetto siciliano antico, già ci vuol dare come un “attacco”: attenzione a solcare quelle colline e quei monti, potreste ritrovarvi in un mondo antico, o forse volutamente rimasto ignaro.

La storia si apre tra i monti delle Madonie, nella campagna palermitana, con una carrellata aerea che lentamente avvicina lo spettatore in un mondo apparentemente lontano. Non ci sono telefoni né elettricità. Non abbiamo particolari riferimenti storici. Una famiglia vive al limitare del bosco. L’incidente che dà il via alla storia, ovvero l’incontro del piccolo Lele con un misterioso uomo ferito, e il suo brutale assassinio da parte del padre (uno stentoreo Francesco Foti), non ha spiegazione immediata.

E Jastimari fa della mancanza di spiegazione una forza narrativa: lo spettatore è costretto a muoversi al buio, a fianco dei protagonisti, a ricostruire quello che vede gradualmente. Questo processo rende solo più allettante il film, già parecchio sorprendente di per sé. Ed è proprio in questo modo che Cannella, alla regia, ha deciso di imporsi: prendersi il giusto tempo, finalmente, per raccontare una storia vecchia e rifarla nuova, attraverso il genere.

In conclusione, Jastimari di Riccardo Cannella si distingue con grande originalità nel panorama del cinema di genere, grazie a una storia profondamente radicata nel passato ma in grado di esprimersi avvicinandosi anche al presente, con un fortissimo appeal verso un pubblico internazionale.


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