Premio speciale della giuria a Venezia 2026
La prima data utile per questo evento è Lun 28 Settembre
NAZA
80 min | Docufilm | Gran Bretagna
Norba Conversano
Biglietto € 7,00, ridotto €5,50
Biglietto € 7,00, ridotto €5,50
Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.
Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.
La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.
Regia
Yuval Abraham, Rachel Szor
Attori
Genere
Docufilm
Durata
80 min.
Nazione
Gran Bretagna
Tipo
Film
Classificazione
Per Tutti
Trama
Di notte, sui tetti di Tel Aviv, vanno in scena le registrazioni di testimonianze anonime da parte di operatori dell'intelligence e membri dell'esercito israeliano, che dal 2023 hanno preso parte ai sistematici spionaggio, sorveglianza e uccisione di civili palestinesi a Gaza. Prodotto dal The Guardian e dalle pubblicazioni israelo-palestinesi "+972 Magazine" e "Local call", il documentario fa un resoconto delle tecnologie - dalle intercettazioni all'hackeraggio, per arrivare all'intelligenza artificiale - usate per il monitoraggio della popolazione e di come esse agiscano in diretto supporto a una campagna pluriennale di bombardamenti, droni e cecchini che hanno prodotto decine di migliaia di morti in tutta la Cisgiordania negli ultimi anni.
Dopo il successo globale ottenuto con No Other Land, la "metà" israeliana del collettivo di quattro registi del documentario premio Oscar sposta l'obiettivo dai territori occupati della Cisgiordania fino al cuore di Tel Aviv.
Note
Lo fa adattando per lo schermo in modo lucido ed essenziale il lungo processo di giornalismo investigativo che a partire dal 2023 ha raccolto le incendiarie testimonianze di israeliani che hanno preso parte al genocidio palestinese.
Composto esclusivamente di immagini notturne della skyline cittadina, con una macchina da presa che scruta fino all'interno dei salotti e delle stanze nei quali la popolazione vive indisturbata il proprio quotidiano (grande enfasi è posta sulle TV accese con i proclami di un onnipresente Netanyahu e di altri esponenti governativi e mediatici), il lavoro di Yuval Abraham e Rachel Szor si gioca tutto sulla distanza tra lo sfondo e il primo piano, in cui nasconde volti e voci di persone sui tetti mentre confessano di una progressiva realizzazione di ciò a cui stavano partecipando.
La loro è un'ideale contro-programmazione televisiva, una versione a specchio del rituale collettivo del TG della sera messo in scena nell'oscurità fuori alla finestra. "È come avere gli ormoni impazziti" confessa un soldato, in un misto di spersonalizzazione digitale, euforia collettiva da propaganda, delirio di onnipotenza oltre ovviamente al più classico dei "questi erano gli ordini". Molti i numeri e le cifre che si rincorrono nel documentario, spesso a quantificare i cosiddetti "naza" (vittime collaterali uccise assieme a un obiettivo originario) che vengono ritenuti accettabili per ogni singola operazione militare.