Vincitore del Premio ORIZZONTI – MIGLIOR SCENEGGIATURA

La prima data utile per questo evento è Mar 01 Settembre

HIEDRA

HIEDRA

98 min | Drammatico | Ecuador, Spagna

Vignola Polignano
Arena 21:00

Biglietto intero € 7,50, ridotto €6,00

Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.

Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.

La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.

  ARENA VIGNOLA 2026 IL Cinema Teatro Open Air


Regia

Ana Cristina Barragán

Attori

Simone Bucio Francis Eddú Llumiquinga Joshua Ivan Joza Deily Ordonez. «continua Anthony Julio Arboleda

Genere

Drammatico

Durata

98 min.

Nazione

Ecuador, Spagna

Tipo

Film

Classificazione

Per Tutti

Trama

Azucena è una donna ecuadoriana già adulta, con un lavoro e un padre anziano da accudire. Il suo mondo però si è fermato all'adolescenza, con una gravidanza a 13 anni che ha messo fine ai suoi sogni di praticare ginnastica artistica e che, nonostante abbia dato il figlio in adozione, le ha impedito di costruirsi una vita piena. A trent'anni inizia a frequentare un centro di accoglienza che ospita giovani senza famiglia, diventando pian piano amica di un gruppo di adolescenti. Tra loro c'è Julio, quasi maggiorenne e ormai così calato nella realtà del luogo da aiutare le suore a prendersi cura dei più piccoli. Julio e Azucena si avvicineranno in maniera circospetta eppure potente, in un rapporto ambiguo che sconvolgerà la prospettiva di entrambi.

Note

Terza regia per Ana Cristina Barragán dopo Alba e La piel pulpo, a cui fa seguito un dramma atipico tutto girato attorno ai corpi e ai gesti.

La sua prospettiva ravvicinata e tattile nasconde però anche un discorso più ampio sull'ambiguità delle convenzioni sociali, qui esplorata in un silenzio capace di mettere anche a disagio, per un film ostico ma capace di farsi strada sotto pelle.

La regista ecuadoriana parla di maternità mancata, di legami primordiali che - come l'edera del titolo - trovano un loro percorso anche laddove non ce lo aspetteremmo, o dove non riterremmo appropriato. La macchina da presa di Barragán si insinua tra Azucena e Julio, lascia che la loro attrazione operi lentamente, colmando i gap di comprensione logistica e narrativa.

Dall'imbarazzo nell'assistere all'avvicinamento di una donna adulta a un gruppo di adolescenti si passa alla torbida curiosità di un rapporto individuale, in cui non c'è propriamente mistero - i temi e le circostanze appaiono subito chiari - ma il particolare tono ricercato da Barragán e il notevole lavoro sulla prossimità all'interno dei confini dell'inquadratura (la fotografia è plumbea e sembra assorbire lo sguardo dello spettatore come delle sabbie mobili) crea una costante tensione.


Nei nostri cinema