Con il patrocinio di Amnesty International Italia
CLARA
94 min | Drammatico | Belgio
Vignola Polignano
Biglietto intero € 7,50, ridotto €6,00
Biglietto intero € 7,50, ridotto €6,00
Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.
Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.
La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.
Regia
Marta Bergman
Attori
Salim Kechiouche Zbeida Belhajamor Clara Toros Abdal Razak Alsweha. «continua Lucie Debay Michael Abiteboul Yoann Zimmer Isabelle de Hertogh Marie Denarnaud Bogdan Zamfir Natali Broods Catherine Proulx-Lemay Nicole Colchat Christophe Hermans Jean-Michel Balthazar Othmane Moumen
Genere
Drammatico
Durata
94 min.
Nazione
Belgio
Tipo
Film
Classificazione
Per Tutti
Trama
Sara e Adam, una coppia proveniente dalla Siria, attraversano il Belgio muovendosi tra i campi dei rifugiati con l'obiettivo di attraversare il confine e sbarcare nel Regno Unito. Con loro c'è la figlioletta Clara, di due anni. Dopo essersi affidati a dei trafficanti, salgono su un furgone pieno di altri migranti per un trasporto notturno in autostrada, che però viene monitorato dalle forze di polizia. Una pattuglia si mette all'inseguimento e dopo un confronto prolungato ad alta velocità, il poliziotto Redouane spara un colpo che provocherà una tragedia.
Direttamente dalle pagine più nere della cronaca migratoria recente, il secondo lungometraggio di finzione di Marta Bergman ci riporta al 2018 e a una storia che fece scalpore in Belgio, come punto d'incontro tra i temi sempre critici dell'accoglienza ai rifugiati e della violenza poliziesca.
Bergman la mette in scena senza fronzoli, con una certa efficienza stilistica che arriva rapidamente al lungo inseguimento notturno e costruisce una sequenza centrale ricca di tensione.
Note
Prima e dopo c'è il desiderio di ricostruire la vicenda senza sbilanciarsi, con occhio umano più che politico, e abbracciando tutte le prospettive: la decisione più forte della regista è di includere il punto di vista del poliziotto che finirà poi per sparare, premurandosi di trattarlo non come un mostro o un capro espiatorio. Ci viene presentato (attraverso il volto di Salim Kechiouche, uno dei protagonisti della trilogia di Mektoub, my love per Kechiche) come padre di famiglia e operatore coscienzioso, che decide perfino di non arrestare un ragazzo privo di permesso di soggiorno all'inizio di quella fatidica serata.