Dramma e commedia sentimentale si mescolano in un'indagine avvincente

NOI DUE SCONOSCIUTI

NOI DUE SCONOSCIUTI

100 min | Grottesco | Norvegia, Lettonia

Norba Conversano
Sala 3 19:15

Biglietto intero € 7,00, ridotto €5,50

Sala 3 21:15

Biglietto intero € 7,00, ridotto €5,50

Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.

Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.

La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.


Regia

Janicke Askevold

Attori

Lisa Loven Kongsli Herbert Nordrum Rolf Kristian Larsen Nasrin Khusrawi. «continua Kaveh Tehrani Trude-Sofie Olavsrud Anthonsen

Genere

Grottesco

Durata

100 min.

Nazione

Norvegia, Lettonia

Tipo

Film

Classificazione

Per Tutti

Trama

Vincitore a Locarno del Premio della Giuria Ecumenica.

Edith vive in un angolo della Norvegia con la madre, che soffre di una malattia degenerativa, e il suo bambino, figlio di un donatore anonimo che diventa presto un'ossessione. Perché gli amici intorno, il mondo fuori, sembrano giudicarla, fare pressione, questionare quella maternità senza padre. L'istinto da giornalista la mette sulle tracce di Inuus, pseudonimo del misterioso donatore, che ha una moglie, una figliastra e un vecchio scandalo alle spalle. Contro ogni previsione, Edith si innamora, ricambiata, e le cose si complicano. Padre biologico? Progenitore? Figura paterna? Questioni terminologiche ed etiche la assalgono mentre intraprende un gioco pericoloso.

Noi due sconosciuti racconta le dinamiche dei sentimenti e le nuove forme di famiglia con lo sguardo libero e anticonformista tipico del cinema nordico. "Il film esplora la monogenitorialità attraverso Edith", dichiara la regista, "una donna combattuta tra desiderio, dovere e immagine di sé, ma capace di avventurarsi in un viaggio molto personale nell’amore, nell’etica e nella maternità".

Note

Alla sua seconda prova, Janicke Askevold interroga le nozioni di monoparentalità e di 'accesso alle origini', attraverso il percorso di una quarantenne che è ricorsa a una banca del seme per concepire suo figlio.

Un'indagine avvincente su un aspetto raramente trattato della maternità, che rivela presto faglie e dubbi. A ragione la protagonista si domanda se il figlio non abbia ereditato qualche malattia col patrimonio genetico di questo padre anonimo, un'assenza che diventa progressivamente pesante, schiacciando la protagonista.

La ricerca di una soluzione la pone di fronte a un complesso dilemma morale e la trascina in un estenuante conflitto psicologico. Conflitto che la regista alleggerisce mescolando il dramma con la commedia (sentimentale) fino a dimenticare nel fuori campo la vera parte in causa. Anche per questo il film resta relativamente prevedibile e dentro i canoni di un genere romantico che sembra voler esplorare più il principio della relazione, in cui ciascuna parte accetta, volontariamente o ingenuamente, di entrare in un gioco di bugie e ipocrisia simulata, che è la ragione d'essere di questo film: l'accesso all'identità del genitore per un bambino nato da una donazione di sperma.


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