Una commedia che fa sorridere riflettendo sul presente

La prima data utile per questo evento è Gio 18 Giugno

ERA MEGLIO DOMANI

ERA MEGLIO DOMANI

98 min | Commedia | Francia

Vignola Polignano
Sala 1 19:30

Biglietto intero € 7,50, ridotto €6,00

Sala 1 21:30

Biglietto intero € 7,50, ridotto €6,00

Gli orari indicati corrispondono all'inizio di pubblicità e trailer.

Lo spettacolo inizia 5 minuti dopo.

La programmazione potrebbe subire variazioni senza preavviso.


Regia

Vinciane Millereau

Attori

Elsa Zylberstein Didier Bourdon Romain Cottard Céline Fuhrer. «continua François Perache Aisleen McLafferty Louise Manteau Valérie Bauchau Martin Spinhayer Christophe Lambert (II) Adriana Da Fonseca Ninon Borsei François-Michel Van der Rest Frédéric Clou Xavier Hosten Alexandra Noisier Aurore Clément Didier Flamand

Genere

Commedia

Durata

98 min.

Nazione

Francia

Tipo

Film

Classificazione

Per Tutti

Trama

Francia, 1958. Michel lavora in banca come consulente al credito per le imprese, e regolarmente rifiuta prestiti a idee di business che avranno un futuro - come il supermercato, le cinture di sicurezza o l'IKEA - a favore di quelle di breve respiro, ma che confermano la sua idea di mondo. Hélène, sua moglie, resta a casa a cucinare, passare l'aspirapolvere e lavare i panni a mano - finché tramite un concorso non vince una lavatrice "moderna". Il figlio Lucien studia latino e si prepara a un avvenire da maschi alfa (nonostante appaia chiaramente come un beta), la figlia Jeanne invece ha davanti a sé l'unica prospettiva di "sposare bene": peccato che, a 17 anni, rimanga incinta di André, il figlio dei vicini senz'arte né parte.

Era meglio domani è la commedia francese campione d'incassi diretta da Vinciane Millereau e da lei scritta insieme a Julien Lambroschini, sceneggiatore di fiducia di Gilles Lellouche e Mélanie Laurent, che come Millereau e Lambroschini sono attori passati dietro la cinepresa.

Note

La Francia del 1958 ricorda quella di Il piccolo Nicolas e i suoi genitori, ma qui l'invasione americana avanza a colpi di hula-hoop e il focus della narrazione è il divario di genere, destinato a essere se non colmato - una battuta del film basterà a sottolineare come le pari opportunità siano ancora lontane anche nel 2025 - quantomeno revisionato.

È dunque Michel a patire il salto in avanti nel tempo perché si rende conto di aver perso quasi tutti i suoi antichi vantaggi, mentre per Hèléne inizia una nuova vita ricca di possibilità di autoaffermazione: finalmente ha una carriera, un conto in banca e una sua carta di credito, può guidare l'automobile e prendere decisioni autonome, così come fa anche la figlia Jeanne. Ed è soprattutto Michel a voler trovare un modo per tornare nel passato, a quel Codice Napoleone secondo cui "la donna obbedisce al marito". "Alla fine ci prenderanno tutto", dice Michel, dando voce alla paura più grande dell'"uomo bianco privilegiato" contemporaneo.


Nei nostri cinema